martedì, 29 maggio 2007
ecco, vedi
non li, guarda dall'altra parte dove non piove
dentro li, in quella stanza?
entriamo?
volentieri. e poi una volta li cosa faremo?
hai lo sguardo malizioso, che vuoi fare?
ah si, la sedia.
siediti
metti le braccia dietro
aspettacheprendoqualcosaperlegarti
poi giocherò con te ovviamente immobile
troppo facile dici?
per me si
rimanere impassibile per te non sarà facile
e non fare versi strani, non ho ancora fatto niente
inizio dalle labbra
poi...
postato da: nabkovproject alle ore 11:07 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 25 aprile 2007

Questo blog è molto infrequente e ne succedono di cose.

Il locale con il laghetto a fianco dove una notte abbiamo fatto il bagno o meglio sono caduto dentro e ho trascinato anche te. Poi ad asciugare fino all’alba. Tanto che importa tornare a casa quando non abbiamo neanche una coperta. Solo erba. Se ci vedono solo con l’erba finiamo dentro dici? Ancora nell’acqua? No, non li.

Non quel giorno. Cos’era il tuo compleanno? No?

Ci sono andato comunque vicino.

È che te ne accorgi sempre dopo.

postato da: nabkovproject alle ore 15:34 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 21 aprile 2007

-         tu. Non. Mi. Hai. Detto. Niente.

-         Non è indispensabile che tu sappia tutto di me

sono i piccoli dettagli che tradiscono le persone

postato da: nabkovproject alle ore 13:38 | Permalink | commenti (8)
categoria:
domenica, 08 aprile 2007

Ora che non funziona più. Ora che è come se un anno fa rotolavamo sulle colline. Amami amami amami. Chiedo a Vladimir se ci può stare questa parola. La parola è per lei, non per Vladi. Perché ieri sera, perché noi a pasqua troviamo le sorpresine negli ovuletti. Perché stamattina la sveglia si è maledettamente fottuta e continuava a suonare senza controllo. Perché noi eravamo ancora fuori. Fuori di casa e fuori in senso biblico. Perché Alix ha preso la sveglia e l’ha scaraventata contro il muro e cazzo se si è frantumata in mille pezzi. Perché ieri sera ho visto Alix e Vladi che scopavano Lei, che infilavano il maledetto buco. Non ti ricordi? No, eh. Difficili questi parallelismi con la tua realtà.

La tua realtà che al locale era l’attrazione per Alix. La nostra idea che era quella di farti piacere ciò che già ti piaceva più eventuali regalini. Il gratis conquista tutto. Ricorda.

Che poi siamo usciti nel parcheggio. Che parlavamo delle pizzette del forno li vicino. Che a te non piacciono le pizzette. Eh no, troppo poco snob mozzarella e pomodoro. Eh no, che hai preso Alix con lingua e mano tra le cosce. Sembrava spaventata Alix dalla tua voglia. Eh no, sapeva già tutto. Sapevamo già tutto. È bastato aspettare per poi fotterti a dovere. Senza una replica, senza un gemito fuori posto. Solo piacere. Il nostro.

postato da: nabkovproject alle ore 19:45 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 13 marzo 2007

Chiaro che non è andata come doveva andare, per poi andare dove? Una massa di ubriachi a far da spola tra tavolino e bancone. Perché volevano te, non volevano me. Io che me ne vado e ti lascio li dove poi finirai la serata con loro o con uno, due, tre di loro in qualche letto di qualche casa. Camminare verso il parcheggio e trovare l’amico conosciuto all’istante che chiede se ci sono motel in giro o almeno nella zona. Lei che lo aspetta in macchina che si rifà il trucco. Il trucco lo farei io di scambiare la lei in macchina con la lei al tavolino ubriaca di mani che la accarezzano. Mi dice di no. Mi dice cha ha pagato per avere la lei in macchina. Non direttamente sesso per denaro, è qualcosa di più delicato. Regali, cene, si sente che un po’ di affetto c’è, anche se è solo per poco tempo. Io non sono del posto ma arrivando li ho visto un posto per loro, indico a lui la zona. Mi ringrazia. Basta che mi giri per vedere un posto dove mangiare qualcosa e leggere notizie del giorno prima che oggi potrebbero essere le stesse.

Il verde dei semafori è piacevole come colore con la sigaretta in bocca e il cartina delle città sulle ginocchia. Ma ormai basta andare a caso e seguire le indicazioni blu. Decido per il ritorno una voce che almeno mi provoca una certa subliminale eccitazione.


Royskopp – what else is there?

postato da: nabkovproject alle ore 11:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:
domenica, 25 febbraio 2007

Tu hai un blog. Tu metti foto nude tue sul blog. Ti aspetti una marea di visite e di commenti di gente eccitata. La gente con tanti ormoni ti scrive anche in privato perché vuole conoscerti e possibilmente scoparti in quanto nei suoi pensieri sei una troia. Troia uguale una che la da senza troppe menate che poi una volta che me la sono scopata metto la ics sul foglio delle conquiste e se scopo bene la gestisco come voglio. Tanto va bene comunque una sera che non so cosa fare. Succede che lei incontra un po’ di gente eccitata che conosce il blog. Succede che tutti vogliono l’esclusiva perché la mente umana di non professionisti di queste situazioni diventano gelosi se lei la da ad altri. Eh si, perché prima era solo per una sera poi magari per due, poi magari se la dai ad altri ce non sono troppi e non mi scopi più. Succede che se sono troppi è un casino e quindi chiudi il blog a tutti. Succede che volevi tante visite per farti guardare e ora succede che ti guarda chi ti conosce già a memoria. Succede che magari non gliene frega più un cazzo di guardarti e toccarti. Vieni a fare il soprammobile a casa mia? Dai, ogni tanto ti spolvero.

postato da: nabkovproject alle ore 22:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:
lunedì, 12 febbraio 2007
mi venne in mente qualche minuto fa di un mio amico che vorrebbe aprire un blog che si fa di cocaina ma non per scrivere sul blog. quello gli riesce normale, che poi è uno scrittore. scrive racconti. a lui piace sorridere anche quando non è strafatto di coca. è bello vedere il suo sorriso stampato al sabato sera anche quando non è in crisi con la tipa. adesso ad esempio è in crisi con la tipa. la tipa ora mi sembra di averla vista uscire con altri, gente per bene che si siede a parlare amabilmente, non va ai rave party a sentire eletro techno house.
io una scena del mio cortometraggio vorrei registrarla ad un rave organizzato da me, scegliendo le comparse giuste. cos'ho fatto questo fine settimana? giravo i locali a riprendere le possibili comparse chiedendo il numero di telefono
postato da: nabkovproject alle ore 16:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:
giovedì, 01 febbraio 2007

preferisci scoparti decerebrate che far andare bene l'azienda
complimenti imbecille

postato da: nabkovproject alle ore 21:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 25 gennaio 2007
GAME OVER

Fame. Il coniglio aveva fame.
Quanti giorni erano passati?
Tommy accese lo schermo e lesse un numerino in alto a sinistra: 5 giorni. Bene. Ancora resisteva.
Poi notò qualcosa di strano nelle sue zampe. Sembravano scorticate. Pensò ad un difetto di definizione, ma in quell'istante il coniglio prese di nuovo a rosicchiarsi le zampe.
Era impazzito per la fame.
Straordinario.
Restò per qualche secondo incantato a godersi lo spettacolo, quindi digitò "FOOD" e dette l'invio.
La ciotola si inserì proprio mentre il coniglio si accasciava. Il pelo bianco della testa si tinse di rosso sulla carne viva delle zampe massacrate. Troppo tardi.
GAME OVER.
Il ragazzino ebbe appena un cenno di disappunto, uscì dalla stanza e si diresse in cucina.
Aveva fame.
Aprì il frigorifero: era vuoto. Aprì la dispensa: vuota anche quella. Andò al rubinetto: niente acqua. Fece per uscire, ma porte e finestre erano bloccate.
Esattamente per 15 minuti cercò sistematicamente una via d'uscita. Negativo. Nessuna soluzione.
Si sedette in un angolo e aspettò.
8 giorni.
Quando accese lo schermo, lo trovò in camera, seduto sul letto. Aveva le dita maciullate. Si era mangiato le unghie ed anche parte di ciò che c'era intorno. Il bicchiere sul comodino era vuoto.
Il coniglio allungò una zampa sul tasto "WATER". Dal rubinetto uscì dell'acqua. Tommy sentì lo scroscio e si alzò, ma le gambe deboli inciamparono nel tappeto.
Il coniglio rise sfoderando completamente i suoi lunghi incisivi.
Cominciava ad essere davvero divertente…

postato da: nabkovproject alle ore 17:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 18 gennaio 2007

Qui si ride istericamente.

Sei bellissima.

Si vede che non hai mai visto altro. No, dico sul serio.

Ti credo.

Ieri immaginavo proprio questo: tu, cioè noi a bere qualcosa. Si dice “usciamo a bere qualcosa”, è ormai di routine. Che puoi anche andare al cinema ma dici sempre “beviamo qualcosa insieme stasera?”. Vale anche la cocacola del cinema. Un film che di interessante ha solo il buio in sala per strusciarti sulle tue tette. Tanto chi ci vede? Volevi questo dall’incontro, no?

Va bene, usciamo dopo il primo tempo eccitati o andiamo in bagno. Tanto chi ci scopre? Sono tutti così presi dalla battuta di mani finale. Qualcuno deve vincere in questo film.

Noi non andremo più al cinema. Per scopare ci sono altri posti e altre situazioni meno banali di un'uscita al cinema come preliminari.

La prossima volta si fa sul serio?

postato da: nabkovproject alle ore 22:49 | Permalink | commenti (2)
categoria: